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Xi contro la Nato: “La sua espansione è pericolosa”

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Xi contro la Nato: "La sua espansione è pericolosa"

PECHINO.  – L’espansione delle alleanze militari porterà a molteplici rischi e “inevitabilmente ad un dilemma sulla sicurezza”: il risultato, ha ammonito il presidente cinese Xi Jinping, sarà solo un aumento dell’instabilità globale a causa della “ricerca della propia sicurezza a spese di altri Paesi“.

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Definendo “la crisi in Ucraina un campanello d’allarme”, Xi è tornato in soccorso dell’amico “senza confini” Vladimir Putin usando temi condivisi con il presidente russo. Ha affondato il colpo contro la Nato, alle prese con l’ampliamento a Svezia e Finlandia e con legami più stretti con Giappone e Corea del Sud, e contro gli sforzi degli Stati Uniti nell’Indo-Pacifico (dall’Aukus al Quad fino alla vendita di armi a Taiwan) per la messa a punto di meccanismi di contenimento della Cina. E ha ricordato che la storia “ci dice che solo quando tutti mantengono la pace e solo quando tutti ricordano le dolorose lezioni della guerra può esserci la speranza di pace”. Invece, le spinte “dell’egemonismo” e la “politica dei blocchi contrapposti” provocheranno solo “guerre e conflitti”.

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Il Business Forum dei Paesi Brics, tenuto alla vigilia del summit virtuale dei leader della sigla che riunisce Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica, è stata l’occasione scelta da Xi, che ha la presidenza di turno del gruppo, per gettare le basi di una piattaforma che vuole coagulare intorno a sé le economie emergenti e i Paesi principali in via di sviluppo in contrapposizione al blocco occidentale a guida Usa, in nome di una cooperazione su scambi commerciali ed economia.

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Da tempo, ha notato Xi, la globalizzazione incontra “venti contrari. Alcuni Paesi vogliono il disaccoppiamento, rompere la supply chain e costruire un ‘piccolo cortile con alte mura’.

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Tornare indietro nella storia e cercare di bloccare la strada di altri alla fine blocca se stessi”. Mentre Putin, nel suo intervento, si è spinto a dire che i Brics lavorano alla creazione di una valuta per gli scambi internazionali alternativa al dollaro, basata sul paniere che includa quelle dei Paesi interessati. Xi è poi tornato alla carica sostenendo il Cremlino contro le sanzioni unilaterali “arbitrarie” di Usa e alleati e le relative ricadute sui Paesi in via di sviluppo, avvertendo i “principali Paesi sviluppati” sulla necessità di adottare politiche economiche “responsabili”

I fatti, ha osservato, “hanno dimostrato più volte che le sanzioni sono un boomerang e una spada a doppio taglio”. Coloro che “politicizzano, strumentalizzano e armano l’economia mondiale sfruttano il predominio del sistema finanziario e monetario internazionale per imporre sanzioni arbitrarie che alla fine danneggiano gli altri e il mondo intero”

Cina, India (che fa parte del Quad con Usa, Giappone e Australia) e Sudafrica si sono astenuti sulla risoluzione dell’Onu di condanna dell’invasione russa dell’Ucraina, mentre Pechino e New Delhi hanno forti legami militari con Mosca, nonché grandi appetiti su petrolio e materie prime a sconto. Anche il Sudafrica, tra i pochi Paesi africani ad esercitare un’influenza diplomatica oltre il suo continente, ha rifiutato di condannare la Russia per tutelare i legami economici

Il club dei Brics, che ha rifiutano di aderire alle sanzioni occidentali contro Mosca, rappresenta oltre il 40% della popolazione mondiale e quasi un quarto del prodotto interno lordo mondiale. É una base naturale per i piani di Pechino, malgrado le aspre tensioni territoriali con l’India. Venerdì è in programma una riunione dei leader dei Brics allargata ad altri Paesi, potenziali nuovi soci, secondo quanto è stato riferito la scorsa settimana da Pechino

(di Antonio Fatiguso/ANSA)